Sono stati 682.000 gli italiani colpiti dal virus H1N1 nella terza settimana di novembre, rispetto agli oltre 750.000 della precedente rilevazione. Si prevede che la seconda ondata pandemica termini a fine dicembre e faccia registrare in totale 6 milioni di casi. A fine anno, invece, comincerà l’influenza stagionale, che, prevedibilmente, colpirà altri due milioni di persone. Con un totale di 8 milioni di casi, la stagione influenzale 2009/2010 si preannuncia quindi come la più aggressiva degli ultimi 10 anni. Ma finora il sistema ha retto.“L’influenza suina non ha mai rappresentato un problema sanitario per il nostro Paese , afferma senza mezzi termini Claudio Cricelli, presidente della SIMG, ma solo una sfida per l’organizzazione del sistema. Non si è determinata alcuna emergenza assistenziale. Abbiamo affrontato le criticità legate all’arrivo della pandemia grazie alla collaborazione tra le diverse Istituzioni sanitarie. È la dimostrazione che il sistema funziona e ciò potrà essere un insegnamento per il futuro”.“La vaccinazione rimane la vera arma vincente , spiega Pietro Crovari, professore ordinario di Igiene generale e applicata dell'Università di Genova e probabilmente il più importante virologo italiano. Anche se i casi stanno diminuendo, è importante proseguire la campagna vaccinale e non abbassare la guardia. Anzi, per quanto mi riguarda seguirei l'esempio australiano e realizzerei una vaccinazione di massa di tutta la popolazione contro i virus influenzali: il prossimo anno altrimenti ci ritroveremo a fare gli stessi discorsi”.Crovari minimizza poi la fobia riguardante le mutazioni del virus H1N1: Innanzitutto non si tratta di una novità degli ultimi giorni come i media fanno credere, ma di una scoperta norvegese di parecchie settimane fa. I nostri colleghi nordici hanno legittimamente avanzato l'ipotesi che il virus mutato - attenzione, le mutazioni sono all'ordine del giorno, ne abbiamo isolate tantissime - trovato in due pazienti deceduti e uno ammalato gravemente di influenza A potesse essere più aggressivo. Ma l'Organizzazione Mondiale della Sanità e altri studi successivi hanno smentito questa ipotesi .Sottolinea Aurelio Sessa, dottore di Medicina generale e componente del sottocomitato scientifico Influenza e Pandemie influenzali del Ministero della Salute: Attenzione ai pericolosi allarmismi dei giorni scorsi. I medici di famiglia della SIMG hanno risposto concretamente all’ondata di panico, dando per primi l’esempio: 7 su 10 si sono vaccinati contro l’influenza A/H1N1. Un vero e proprio record, se si pensa che nelle precedenti stagioni influenzali solo il 40% degli operatori della sanità si è sottoposto a misure preventive .Fonte: XXVI Congresso Nazionale della Società Italiana Medicina Generale, Firenze 2009. david frati