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  •  I ricercatori della London University hanno sottoposto Fiona Shaw, celebre attrice teatrale e cinematografica irlandese ad avanzate tecniche di neuroimaging diagnostico mentre recitava frasi tratte da “La terra desolata” di Thomas Eliot o leggeva dei semplici numeri. Spiega Sophie Scott, professoressa di Psicologia alla London University: “Abbiamo deciso di mettere a confronto poesia e numeri perché volevamo due tipi di linguaggio comunque con una struttura anche, se nel caso delle cifre, semanticamente vuoti”. È emerso – come ci si attendeva - che Fiona utilizza più aree del cervello quando recita poesie che quando conta ad alta voce. Ma inapettatamente è anche venuto fuori che declamando una poesia l’attrice utilizza un’area cerebrale che non è utilizzata in casi come questo dalle persone ‘normali’, cioè che non recitano per abitudine.  Spiega la Scott: “Il solco infraparietale normalmente non viene utilizzato per produrre emissioni vocali, ma negli attori avviene proprio questo: è come se il background cerebrale della recitazione non fosse fonetico, ma più viscerale. Sembra funzionare come per i musicisti, per associazione immaginativa, visualmente. Non imparano a memoria il testo e lo ripetono, vivono il momento immaginativo evocato dal testo frase per frase, fino al punto che quelle parole sembrano loro inevitabili in quella situazione”. Fonte: Jeffries S. Inside the mind of an actor (literally). The Guardian 24/11/2009.david frati


    aree del cervello, Lamedicina, malattie

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